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Privacy-GDPR

Privacy-GDPR: controlli illegittimi sui lavoratori, stangata da 50mila euro per l’uso abusivo del GPS! (Provv. del 16.01.25)

Il Garante infligge multa da 50.000 euro ad azienda di autotrasporti che monitorava con GPS i dipendenti

Il Garante per la privacy, con provvedimento del 12 dicembre 2024, ha multato un’azienda operante nel settore dell’autotrasporto con una sanzione di 50.000 euro per aver utilizzato un sistema GPS installato sui veicoli aziendali per monitorare in modo illecito circa 50 dipendenti durante l’orario lavorativo.

L’intervento del Garante è arrivato in seguito a un reclamo presentato da un ex lavoratore dell’impresa. In collaborazione con la Guardia di Finanza – Nucleo tutela privacy – sono state effettuate ispezioni che hanno fatto emergere numerose irregolarità.

Il GPS raccoglieva in modo continuativo informazioni sulla posizione, la velocità, il chilometraggio e lo stato di accensione dei veicoli, senza rispettare quanto previsto dalla normativa sulla privacy e in violazione delle indicazioni contenute nell’autorizzazione rilasciata dall’Ispettorato territoriale del lavoro.

Tra le criticità principali è stata segnalata la carenza di un’adeguata informativa ai dipendenti, che non erano stati correttamente informati né sulle modalità del trattamento dei dati, né sulla possibilità di essere direttamente identificabili tramite il sistema di geolocalizzazione.

L’uso del GPS, così come implementato, contravveniva anche alle misure di garanzia previste dal provvedimento autorizzatorio, che imponeva l’anonimizzazione dei dati raccolti e l’utilizzo di tecnologie capaci di evitare la raccolta di informazioni non necessarie per la sicurezza o l’organizzazione del lavoro.

In aggiunta, i dati venivano conservati per oltre 5 mesi, superando i limiti temporali previsti dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), che impone principi di minimizzazione e conservazione limitata.

Oltre alla sanzione economica, il Garante ha imposto all’azienda di fornire un’informativa conforme ai lavoratori e di rendere i trattamenti dati tramite GPS aderenti alle regole indicate nel provvedimento di autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.

(Fonte: www.garanteprivacy.it)

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